Incontri

Brunello o Tocai? 
E ti ritrovi una sera di fine inverno a parlare con amici fuori dalla bottega d’arte dopo una sessione picassiana che scatena l’immaginario di chi ci incrocia per caso ancora con i nostri lavori in mano. Dissertando di cultura, iniziative, voglia di rinnovamento… È un paese di provincia non diverso da molti altri: ma quella sera alcuni discorsi ed un buffo incontro richiamano alla mia mente di quasi astemia, il vino!

C’è un cittadino che di Brunello…. di Montalcino se ne deve intendere, dato che pare notoriamente deciso ad ottemperare l’incarico di cui dev’essersi sentito investito fin dalla nascita dal nobile nome di casata impostogli dal destino, di assaporare diligentemente ad ogni occasione propizia, il frutto della vite e del lavoro dell’uomo.

Un paese apparentemente insignificante dicevo, da cui possono però emergere inaspettati strani personaggi, “un fià Tocài”, laddove l’espressione veneta ben rappresenta ciò che lo stesso nettare appena citato può aver compiuto sulle menti di chi senz’ombra di dubbio qualche “ombra” di troppo deve averla bevuta! Ed ecco un tal Cantastorie che, fermatosi davanti alla bottega attratto forse più dal nostro parlottare che dai disegni che ci invita a mostrargli con inaspettato interesse, inizia un lungo e stralunato racconto che a tratti vuol esser saggio ma appare invece piuttosto alcolico…

Ma a che serve girare il mondo, mi dico, in fondo!! Personaggi così ce lo fanno conoscere in pochi e ingarbugliati discorsi onirici mescolando realtà passata e saggezza senile, condite di ricordi e ricami fiabeschi con “qualche goccia” di buon vino il cui aroma rancidito ancora esala dalla bocca ricca di sproloqui e certezze garantite in un Amèn.

 
Chi era con me si riconoscerà in questo racconto e sorriderà e chi vive nel mio comune immaginerà a quali personaggi mi riferisco. Agli altri posso solo ispirare la voglia di guardarsi intorno e capire che c’è un mondo intero dietro ad ogni angolo. 

NON SIATE POLLI!   Meglio l’uovo (di terra) o la gallina (dalle uova d’oro) ? 

No, ma dico, d’accordo che ho un’attenzione quasi maniacale per gli acquisti, e che passo ore nei supermercati a scartare prodotti in base agli ingredienti di cui sono fatti, nel tentativo di portare a casa il meno peggio di ciò che l’industria alimentare ci offre, ma… questa sembra una barzelletta! O piuttosto una presa in giro per acquirenti poco scrupolosi, distratti o semplicemente frettolosi.

E parliamo ancora di maionese (ebbé, ne sono golosa) ma anche di uova da galline allevate a terra (che poi chi ha detto che sono meglio….mica sono ruspanti, felici, libere e nutrite in modo naturale) e di galline dalle uova d’oro, che altro non sono che quei prodotti che arricchiscono le tasche di chi li immette sul mercato con dichiarazioni mendaci.

Eccola qui una bella etichetta che richiama la mia attenzione, nello stupore, su un prodotto mai considerato prima…


Wow! Come ho fatto prima d’ora a non accorgermi che esistesse una maionese così speciale, fatta SOLO con ingredienti DELLA MIGLIORE QUALITÀ’?!! Ma Barbara! Mi stupisci!!

Presa al volo!!!! Anzi, due vasetti nel carrello, non sia mai che poi non la ritrovo!

Eh, già, lo sapete, se mi seguite, che ci cado spesso col cucchiaio in quel vasetto… Come avrei potuto resistere ad un simile richiamo? 

Ma poi… Per fortuna… La mia curiosa attenzione ai dettagli non ha saputo farsi da parte nemmeno stavolta, e così….. Voilà! GIRATO IL VASETTO, SCOPERTO IL TRUCCHETTO! 


68% DI OLIO DI COLZA????????

Senza contare il resto, sarebbe questa la migliore qualità? 

La peggiore maionese in confronto alle altre diffuse sugli scaffali!!!

Ecco cari amici, meglio riprendere in mano la ricetta super veloce che vi ho dato tempo fa, e arrendersi all’idea che nei prodotti industriali di grande diffusione, specie se non troppo cari o largamente pubblicizzati, tutto possiamo trovare tranne la migliore qualità! 

Occhi aperti!!! 

Non facciamoci trattare da “POLLI”! 

Fatti non foste per viver come Bruchi

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Vi vedo lì, mollemente adagiati sul divano, quasi parte integrante di esso, mimetizzati proprio come dei bruchi sul loro rametto mentre vi lasciate rapire completamente da ciò che la televisione vi propina.  Ma no, dai, la vostra è una staticità apparente…state in realtà mantenendo in movimento il vostro corpo…o piuttosto, parte di esso…le dita !!  Siiii! Le agitate incessantemente su quel telecomando…In fondo la vostra consolle preferita vi permette di essere attivi nella vita…quella virtuale del gioco che state facendo! Ora  invece  il vostro viso è letteralmente appiccicato ad un tablet: che stiate cercando di sentirvi un po’ più “dentro la notizia”?  Niente; il divano-rametto chi lo molla! Al massimo concedete al vostro corpo di arrotolarsi un po’, mentre sullo smartphone i vostri sviluppatissimi pollici opponibili non riescono ad opporsi alla compulsività messaggistica.

Tranquilli, non vi sto mica dando dei vermi. I bruchi sono ben altro! Io li adoro. Sono carini, simpatici, ve ne sono un’infinita varietà.  E’ vero,  sono dei parassiti per la pianta su cui dimorano, un po’ come potreste apparire voi bivaccando tra sedie, divani, letti e poltrone, maneggiando quasi ininterrottamente uno di quegli arnesi tecnologici. I bruchi però non sono vermi: racchiudono in sè delle potenzialità eccezionali. Ognuno di loro conserva le proprie caratteristiche anche quando inizia a chiudersi in quella che sarà la sua casa larvale per molto tempo, nell’attesa che li porterà alla trasformazione.

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E voi?   Sia chiaro: non sono contraria ad un sano “cazzeggio” dopo ore di scuola o studio. Il divertimento e la noia devono far parte della vita di ogni adolescente che si rispetti e il riposo è un diritto. Ed io mentre scrivo sono la prima a far uso di  questi fantastici dispositivi. E ammetto che a volte è difficile separarsene. Ma dicevo: voi, soprattutto voi ragazzi della generazione 2.0 che utilizzate tutti questi  mezzi tecnologici praticamente solo per svago, voi che potenzialità avete? Siete sempre immersi in questo mondo virtuale, come bruchetti che si chiudono nel loro bozzolo. Ma cosa ne verrà fuori?

Ragazzi ognuno di voi anche se ora pare un bruco, ha delle enormi potenzialità. Dipende da voi. Non lasciatevi assorbire da questi mezzi e dai contenuti proposti, ma utilizzate queste risorse per capire e sviluppare le vostre potenzialità! Sfruttateli! Non siate passivi! Nutritevene con consapevolezza, usateli per acquisire nuove conoscenze, per esprimere le vostre idee, per cambiare il mondo! Non lasciate che siano altri a servirsi di voi e delle vostre menti attraverso l’assuefazione. Siate svegli, impiegate sempre la vostra capacità critica, ascoltate chi vi dovesse segnalare che vi state creando una dipendenza. Solo così  potrete raggiungere lo stadio superiore e farvi ammirare  nel vostro splendore intellettuale come meravigliose farfalle variopinte.

Non siate passivi!

Non fate la fine di quei bruchi che arrivati allo stadio di crisalide si lasciano tessere da qualcuno, lasciando morire le proprie potenzialità in qualche grammo di seta, quella meravigliosa seta che poteva essere le vostre ali e che andrà invece a vestire ed arricchire qualcun altro! Miei cari bruchetti, ricordatevi che avete tutte le capacità (e i mezzi moderni nelle vostre mani) per realizzarvi,  per poter diventare delle splendide e libere farfalle!

Prendete in mano la vostra vita e volate !

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Fatti non foste per viver come bruchi, ma per seguire i sogni e alzarvi in volo!