Vittoria

Il vero perdente è colui che non sa perdere

Chi sa perdere, chi sa accettare una sconfitta, sarà sempre un vincitore.

Perché saprà rialzarsi più forte di prima. Saprà che il limite non gli è imposto da altri, ma da se stesso. E allora lotterà per vincere avendo fatto tesoro della sconfitta.

Questo ho detto ai miei figli, ad un caro amico, e lo dico a chiunque di voi cerchi di ingannare se stesso pensando di non farcela, di non avere più forze, di voler lasciar perdere, di non valere abbastanza.

Credete in voi stessi, imparate a perdere, ma non rassegnatevi. Alzatevi più forti di prima. E correte felici verso un nuovo traguardo. 

Buonanotte

Il sonno a confondere i pensieri

La mente in una nebbia e girotondi di parole

E ciò che è vero e ciò che è sogno

E quel che è stato e quel che viene

Nulla più ha un suo confine

Non dà spazio alla ragione

Questo abisso vorticoso

Scioglie il tempo e le emozioni

Ed è già l’inconscio ardito

Che ora naviga in chi è assopito

Sogni proibiti

I pensieri volano…fortunatamente più leggeri di chi li fa…possono entrare in mondi che non gli appartengono…e trasformarsi in sogni…si dice siano desideri di felicità… Ma esistono poi sogni proibiti? E da chi, se ne siamo noi gli artefici e i custodi?

BIANCA VENEZIA

Hai visto?

Ancora neve!

 

Qui, sul Canal Grande,

i piccoli fiocchi

si rincorrono

sospinti

dal vento

che non vuole

lasciarli posare

sui ricami

dei palazzi

di questa misteriosa città.

 

Forse è già

troppo affascinante

e il vento

un po’ geloso

non vuole

che si ammanti

per farsi

ancora più civetta

dentro una soffice

pelliccia bianca…

 

Febbraio 2006

VENEZIA VECCHIA SIGNORA

Vecchia signora stanca

imbellettata di intonaci

che si sgretolano

sotto lo sguardo di chi ti ammira.

Con tenacia rimani ancorata al passato

ma sai ch’è illusione

la tua gloria immortale.

 

Con sagace maestria

mostri al mondo le tue nobili origini

e nascondi di là di maestose facciate

la povera, vecchia, decrepita

umida sostanza.

 

Mascherano il tuo declino

sorreggendo le tue rugose membra

incuranti della tua anima.

Un’anima sporca, svilita,

condannata alla dannazione

ignorata da chi da te arriva

per nutrirsi soltanto

della tua bellezza apparente.

 

I tuoi figli ti vendono

dietro lauti compensi.

Beffandoti ti difendono

a gran voce urlando

la loro rabbia contro chi

non conosce quell’anima

che si spegne via via.

 

Eppur proprio loro

i tuoi figli,

ogni giorno ti insultano:

spremendoti le energie,

succhiandoti il siero rimasto

nelle tue vuote mammelle

per ricavarne oro euro

con cui mostrarsi al mondo

nella loro patetica

e ormai lontana nobiltà.

 

Nobili imparruccati

per nascondere i pidocchi

come i tarli

che dietro le facciate ricamate

consumano i travi

che ti sorreggono.

 

Canali un tempo specchio

in cui ammiravi la tua beltà

oscuri rimandano l’olezzo

di chi ha confuso il fango con la fogna,

di chi sprezzante ti insozza

ma grida poi ai forestieri

la sua pretesa di rispetto.

 

Rispetto! per questa vecchia signora

ma guai a lei se osasse umilmente

mostrare a tutti la sua vera età.

 

Come una vecchia carampana ti imbellettano

per vendere ancora una volta la tua anima

e farne denari che mai ti apparterranno.

Ad essi serviranno

per sfoggiare quelle maschere

che al mondo poi rammentino

la gloria di un tempo;

decaduta,

come la loro nobiltà

effimera e volgare.

 

Stanca signora

dal destino ormai segnato

ti ho amata

ti ho odiata

e ti lascio con rispetto

al contrario di coloro

che con grande ipocrisia

da te restano a nascondere

questa tua lenta agonia.

 

(Giugno 2010)